Il diritto di onore come un limite al diritto all'informazione

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Il diritto di onore, alla privacy e l'immagine di sé è il limite alla libertà di informazione

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Il diritto all'informazione non occupa una posizione assoluta prevalenti sul i diritti fondamentali per l'onore, privacy o di immagine di sé. Ha precedenza solo se viene visualizzata la interesse sociale informazioni è pubblicato come un ordine costituzionale legittima. diritti fondamentali di onore, alla privacy e alla propria immagine, limiti sono esterni al corretto esercizio della libertà di informazione.

Quando ci troviamo di fronte alla collisione di diversi diritti fondamentali, dobbiamo fare una valutazione ponderativa delle circostanze del caso di specie, di dichiarare se ci, o no, interferenza illecita con i diritti in conflitto.

La Corte Suprema, Civil Division, nella causa 26 Novembre 2019, delibera n 641/2019, Egli ha respinto il ricorso proposto dal proprietario del quotidiano e l'autore di questo articolo di giornale, D. Rafael.

Antecedentes de hecho

Il 31 Dicembre 2016, sul quotidiano La Provinciale / Diario Las Palmas, un articolo firmato pubblicato da D. Rafael, in occasione del l'avvistamento di un UFO 1976 in un comune di Gran Canaria, da D. Carlos María, è stato medico di famiglia. Nello stesso articolo, anche ha pubblicato la declassificazione di documenti di ricerca da parte del Ministero della Difesa. E 'stato pubblicato in due pagine web, assunzione, pertanto, trasmissione locale e digitale.

i dati personali sono stati rivelati privacy di D. Carlos María, sotto il titolo "Giro negativo nella vostra vita". apparso, anche, fotografie di privacy, non solo del defunto, ma sua moglie, i loro figli, anche con i loro genitori e fratelli.

da D. Reuben e DNA. Angelina, figlio e l'ex moglie di D. Carlos María, domanda interposto, Essi feriti perché consideravano il diritti fondamentali della onore, personale e familiare privacy e la propria immagine.

Primera Instancia

Il 8 Febbraio 2018, el Juzgado de Primera Instancia nº 12 di Las Palmas, Ha dato giudizio la stima della causa intentata da D. Reuben e DNA. Angelina, condannato congiuntamente per l'entità e D. Rafael a pagare al ricorrente la somma di quindicimila euro risarcimento per danni morali causato, oltre agli interessi legali maturati. Essi hanno inoltre condannato pubblicare la sua costa nella edizione cartacea del Journal of dell'entità, sui giornali con la più grande circolazione in provincia di Las Palmas e le due pagine web, il dispositivo della sentenza.

La Corte ha ritenuto ferito da l'articolo, i diritti fondamentali della onore, privacy personale e familiare e l'immagine del querelante (arte. 18.1 CE).

Corte Provinciale

L'imputato ha proposto ricorso.

Il 18 Dicembre 2018, Sezione 3 della Corte provinciale di Las Palmas, Ha dato il giudizio che respinge il ricorso, confermando integralmente la sentenza di primo grado, condanna dei costi nei confronti della ricorrente.

Suprema Corte

L'imputato ha proposto ricorso. Esso si basa su due ragioni:

  • applicazione non corretta della articolo 18.1 CE, in relazione all'articolo 20.1.d) CE, denominato "di comunicare liberamente o ricevere informazioni accurate per i supporti.
  • Violazione da un uso improprio del articolo 9.2 e 9.3 legge organica 1/1982, di 5 Maggio, in materia di protezione civile del diritto di onore, a la intimidad personal y familiar y a la propia imagen.

Il 26 Novembre 2019, la Camera della Corte di Cassazione Civile ha emesso una sentenza che respinge il ricorso.

determinato, rispetto al primo dei motivi, che era prima della collisione di diversi diritti fondamentali, nel frattempo esigenti, uno sforzo ponderativo delle circostanze, senza poter prevalere uno sull'altro. La Camera ha dovuto esaminare i conflitti tra questi diritti, rispetto a due piani. Dal piano astratto, in cui il diritto di informazione ha un valore o una gerarchia preferenziale dei diritti fondamentali all'interno, come il TS ha considerato importante nella formazione di un'opinione pubblica libera e pluralista; e, dal concreto piano, da cui, tenendo conto delle peculiarità di ciascun caso, potrebbe essere considerato, da corrispondenti prova proporzionalità, macellazione ingiustificata di altri diritti contrastanti, dichiarando, pertanto, un'interferenza illegittima è coinvolto.

La Corte Suprema ha dichiarato che diritti fondamentali di onore, alla privacy e alla propria immagine, formata limiti esterni al corretto esercizio della libertà di informazione. Egli ha sottolineato la STC 23/2010, di 27 Aprile, vale a dire la base giuridica 3, Egli esprime che:

"[…] la sezione pertinente 4 dell'articolo 20CE si prevede che tutte le libertà riconosciuti nella disposizione sono limitati dal diritto di onore, vita privata, immagine di sé e la protezione dei giovani e dei bambini, in tal modo esse rispondano quella che abbiamo chiamato 'funzione di limitazione’ in relazione a queste libertà ".

Egli ha anche sottolineato la STC 185/2002, di 14 Ottobre, FJ 3, in cui ha proclamato che:

"[…] il diritto di comunicare e di esprimere liberamente informazioni veritiere non dà loro titolari di un potere illimitato su ogni regno della realtà, ma, di venire riconosciuto come un mezzo di formazione dell'opinione pubblica può legittimare solo sconfinamenti su altri diritti fondamentali per mantenere coerente con la finalità espressa, careciendo de efecto legitimador cuando se ejercite de modo desmesurado y exorbitante al fin en atención al cual la Constitución le atribuye especial protección”.

Per quanto riguarda il diritto fondamentale alla privacy, TS riconosciuto nella dichiarazione che attribuisce al titolare il potere di proteggere un'area riservata, personale e familiare, al fine di evitare interferenze arbitrarie privacy.

L'articolo di giornale, bene hanno fatto riferimento a documenti declassificati sugli UFO da parte del Ministero della Difesa, contribuito notizie malapena rilevante di quello che era già noto per l'incidente nel mese di giugno 1976, Egli ha rivelato fatti della vita privata D. Carlos María che ha determinato la violazione della privacy del defunto e il richiedente.

Egli ha sottolineato per giustificare, gli STS 600/2019, di 7 Novembre, in cui si è stabilito il la legittimità di una violazione della privacy, affermando che:

"[…] deve garantire che il soggetto non ha adottato modelli comportamentali che permettono acconsentito a capire che la conoscenza pubblica di tali aspetti privati, perché la sfera della privacy personale è direttamente correlata con la valutazione che portò il suo proprietario, che corrisponde solo definire la portata della privacy personale e familiare, che riserva alla conoscenza estera (en este sentido, ad esempio, frasi 344/2016, di 24 Maggio, 114/2017, di 22 Febbraio, e 101/2018, di 28 Febbraio)".

In questo caso particolare, D. Carlos Maria era particolarmente geloso di dettagli rivelatori della sua sfera privata.

Per quanto riguarda il diritto di possedere immagine, secondo il TS è il diritto di determinare le informazioni grafiche generate dalle caratteristiche fisiche personali del titolare può essere radiodiffusione pubblica. Infatti, la Corte Costituzionale ha dichiarato che:

"[…] suo ambito di protezione comprende, essenzialmente, il potere di impedire l'ottenimento, La riproduzione o la pubblicazione dell'immagine stessa da terzi non autorizzati qualunque sia l'obiettivo perseguito da chi cattura o trasmissioni ", che comprende "[…] la difesa contro l'uso non consensuale di rappresentazione pubblica della persona che non riesce a trovare rifugio in qualsiasi altro diritto fondamentale " (SSTC 23/21010, di 27 Aprile; 12/2012).

Infatti, nell'articolo di giornale, caratterizzato da una foto di D. Carlos María con DNA. Angelina e due dei suoi figli, minori. Quella pubblicazione fotografica non è stato autorizzato da loro, non permettendo, pertanto, la diffusione di esso. Con questo fatto, l'azione del richiedente è stato legittimato, è irrilevante per la formazione di un'opinione pubblica libera e pluralista.

Pasando al derecho fundamental al honor, se hizo referencia a determinados aspectos peyorativos, specificamente, en referencia a la personalidad del finado, que afectó a su fama y buena estima, e influyó en su dignidad personal. Estos aspectos peyorativos eran del todo innecesarios y gratuitos, desmereciendo a una persona en el concepto público de la misma.

Es en la STS 481/2019, di 20 Settembre, donde ha quedado reflejado que:

“Para que pueda considerarse justificada una intromisión en el derecho al honor es preciso que la información o la expresión se refiera a asuntos de relevancia pública o interés general, ya por la propia materia, ya por razón de las personas. (...) la relevancia pública o interés general constituye un requisito para que pueda hacerse valer la prevalencia de las libertades de información y de expresión cuando las noticias comunicadas o las expresiones proferidas redunden en descrédito del afectado.

(...) La transmisión de la noticia o reportaje y la expresión de la opinión no pueden sobrepasar, respectivamente, el fin informativo o la intención crítica pretendida, dándole un matiz injurioso, denigrante o desproporcionado, debiendo prevalecer en tales casos la protección del derecho al honor.”

In questo caso particolare, la vida de D. Carlos María no conformaba un hecho de interés general, ni tampoco era relevante en el avistamiento del ovni ni la desclasificación de las investigaciones del Ministerio de Defensa. Tampoco ocupaba ningún cargo político, ni ejercía una profesión de relevancia pública. Era médico de familia.

In definitiva, la libertad de información no ha quedado justificada para poder invadir los derechos fundamentales afectados.

Ultimo, respecto al derecho a la informazioni, para el TS no ha ocupado en el caso expuesto una posición prevalente absoluta respecto del derecho a la intimidad y a la propia imagen, pues no ha considerado de interés público el hecho de ofrecer datos y noticias sobre la vida privada de D. Carlos María, ni tampoco el empleo de expresiones vejatorias sobre su persona.

Da segundo motivo de casación presunto, cuestionándose la importo compensativo de quince mil euros, el TS ha traído a colación el articolo 9.3 legge organica 1/1982, el cual expresa que “La existencia de perjuicio se presumirá siempre que se acredite la intromisión ilegítima. La indemnización se extenderá al daño moral que se valorará atendiendo a las circunstancias del caso y a la gravedad de la lesión efectivamente producida, para lo que se tendrá en cuenta en su caso, la difusión o audiencia del medio a través del que se haya producido”.

A justificar la intromisión ilegítima, che porta a Compensazione, el TS ha acudido a las SSTS 4 Giugno 2014 e la 338/2018, di 21 Giugno, tra l', donde se ha declarado que:

"[…] dada la presunción iuris et de iure, vale a dire, no susceptible de prueba en contrario, de existencia de perjuicio indemnizable, el hecho de que la valoración del daño moral no pueda obtenerse de una prueba objetiva no excusa ni imposibilita legalmente a los tribunales para fijar su cuantificación, a cuyo efecto ha de tenerse en cuenta y ponderar las circunstancias concurrentes en cada caso.”

Pertanto, in questo caso, el TS ha considerado que para fijar la cuantía de la indemnización se ha tenido en cuenta desde primera instancia, la gran difusión que tuvo el artículo, tanto a nivel local como digital, que las partes implicadas no eran personajes públicos, que se difundieron fotos de su ámbito privado, y el revuelo que tuvieron que soportar a consecuencia de la publicación del mencionado artículo periodístico.

El TS ha destacado giurisprudenza (come STS 388/2018, di 21 Giugno), donde se ha considerado que revisar la cuantía de la indemnización en casación se considera algo excepcional, pues su fijación corresponde a los tribunales de instancia, solo pudiéndolo hacer cuando no se hayan respetado los criterios legales o en casos de error notorio, arbitrariedad o notoria desproporción. In questo caso, el TS no ha considerado que la indemnización haya sido notoriamente desproporcionada o arbitraria.

Conclusione

Quando ci troviamo di fronte alla collisione di diversi diritti fondamentali, se debe hacer una ponderación de las circunstancias concurrentes del caso, para saber si se ha producido una intromisión ilegítima. Tuttavia, la libertad de información no siempre está justificada para invadir los derechos al honor, intimidad y propia imagen de otras personas, generándose un derecho indemnizatorio por la intromisión y por el daño moral producido.

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