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Il potere di risoluzione del contratto di agenzia, deve essere interpretato in modo restrittivo, chiede che la violazione del contratto è grave

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Sezione 1 della Corte provinciale di Cáceres, nella causa 24 Ottobre 2019, con nessuna risoluzione 580/2019, parzialmente stimato il ricorso presentato da BANCO SANTANDER, S.A., annullando la condanna al pagamento di un risarcimento dei danni per un importo di 41.559 euro) e respinto quello di DIVISIONE SERVIZI FINANZIARI, SL.

Antecedentes de hecho

a partire dal 10 Gennaio 2007, DIVISIONE SERVIZI FINANZIARI, SL. e l'ex BANESTO entità (Ora, BANCO SANTANDER, S.A.), firmato un contratto di agenzia finanziaria, rinnovandola nel tempo 2 Gennaio 2009, con una durata complessiva del rapporto contrattuale di sei anni. Questo accordo è stato finalizzato ad aprire una filiale bancaria con le finalità dello stesso, quella rete integrata di uffici della Banesto dell'entità.

DIVISIONE SERVIZI FINANZIARI, S.L., Non era solo un collaborando agente dell'entità, ma anche un agente di tale banca.

L'agente ha sollecitato la risoluzione del contratto, di procedere alla carica di consegna a BANESTO, il 26 Febbraio 2013.

DIVISIONE SERVIZI FINANZIARI, S.L., E 'stato presentato domanda, esercizio azione contratto di agenzia insediamento e la quantità richiesta, per, Banesto, prima di citare in giudizio, Ha rifiutato di dare i chiarimenti richiesti in merito alle insediamenti realizzati, dover essere sollecitato un metodo di prelim. È stato elaborato da JPI No. 1 caceres. Esso ha emesso un ordine di 22 Ottobre 2015. Si è ritenuto che il mancato rispetto da parte BANESTO ai fini dell'articolo 261.4 LECivil.

Primera Instancia

Il Tribunale di primo grado n 7 caceres dettato condanna 15 Maggio 2019, parzialmente stima della domanda fatta da DIVISIONE SERVIZI FINANZIARI, S.L., contro BANCO SANTANDER, S.A., affermando che se c'era un contratto di agenzia tra le parti; e che, per BANCO SANTANDER, S.A. Ha detto contratto fallito perché non ha pagato le commissioni generate durante il periodo dello stesso, generando un diritto al risarcimento per danni emergenti a favore dell'agente; e ha respinto la domanda di risarcimento per i clienti.

Mi è stata impugnata da entrambe le parti.

Corte Provinciale

Entrambi BANCO SANTANDER, S.A., FINANCIAL SERVICES DIVISIONE come, S.L., E 'stato depositato appello.

Nel caso del BANCO SANTANDER, S.A., è stato affermato uno unica ragione di errore nella valutazione delle prove, e violazione delle norme in materia di onere della prova, composta da cinque accuse:

  1. Non è stato accreditato, né può presumere, Financial Services Division, che aveva il diritto di commissioni rivendicati, essa non ha dimostrato i fatti che hanno sostenuto le loro richieste.
  2. Financial Services Division ha avuto la sua disposizione tutte le informazioni necessarie per conoscere le commissioni ad essi.
  3. Fatto che la divisione Financial Services dei suoi obblighi stabilito che la risoluzione del contratto non sono prodotti in conformità con la legge.
  4. La relazione degli esperti del richiedente si è basata interamente su piano pensionistico aziendale non contrattuali e non ha utilizzato tutti i dati reali riguardanti l'attività dell'agenzia per svolgere le sue stime.
  5. Prescrizione e inadeguatezza della richiesta di risarcimento danni emergenti, perché non c'era fallimento della banca, Non procedendo richiesta di danni emergenti. Anche considerando che vi era stata violazione, l'esistenza del danno potrebbe essere presunto, ma ha dovuto essere testato, Non eguagliando l'intera partecipazione.

DIVISIONE SERVIZI FINANZIARI, S.L., Inoltre ha presentato ricorso, sostenendo su un unico motivo, di violazione della disposizione di legge per l'errata applicazione dell'art 28 LCA, e l'errore nel valutare le prove per violazione dell'art 217 LECivil, di respingere il risarcimento per il cliente.

Il Sezione 1 della Corte provinciale di Cáceres si è pronunciata su 24 Ottobre 2019, risolvere le motivazioni addotte da entrambe le parti. Egli ha parzialmente accolto il ricorso presentato da BANCO SANTANDER, S.A., annullando la condanna al pagamento di un risarcimento dei danni per un importo di 41.559 euro) e ha respinto la DIVISIONE SERVIZI FINANZIARI, SL.

Da ricorso presentato da BANCO SANTANDER, S.A., Si è concentrata sulla applicazione delle regole in materia di onere della prova, piuttosto che la valutazione delle prove o di valutare i precetti del LCA (anche lui considerato violato).

El motivo alegado se basó en el error en la valoración de la prueba, la Sección de la Audiencia Provincial ha establecido que, “si la prueba practicada en primera instancia se pondera por el Juez a quo de forma racional y objetiva, llegando a una conclusión razonable y correcta, tal valoración debe mantenerse y no sustituirse por la subjetiva de quien impugna la expresada valoración.”

La Sección hizo referencia también a que, su articolo 217.2 e 3 LECivil se establece que “Corresponde al actor y al demandado reconviniente la carga de probar la certeza de los hechos de los que ordinariamente se desprenda, según las normas jurídicas a ellos aplicables, el efecto jurídico correspondiente a las pretensiones de la demanda y de la reconvención.” e che “Incumbe al demandado y al actor reconvenido la carga de probar los hechos que, conforme a las normas que les sean aplicables, impidan, extingan o enerven la eficacia jurídica de los hechos a que se refiere el apartado anterior.”

Tutto questo, sin desconocer que el comma 1 della stessa disposizione, deja reflejado que “Cuando, al tiempo de dictar sentencia o resolución semejante, el tribunal considerase dudosos unos hechos relevantes para la decisión, desestimará las pretensiones del actor o del reconviniente, o las del demandado o reconvenido, según corresponda a unos u otros la carga de probar los hechos que permanezcan inciertos y fundamenten las pretensiones.”

Considerando el precepto desarrollado, y que la valoración de la prueba del Juzgado recayó en una valoración lógica y racional, bastó para la Audiencia Provincial para desestimar el recurso de apelación interpuesto por el BANCO SANTANDER, S.A., a excepción de la condena por la indemnización por daño emergente, pues para la Sala, “la hermenéutica valorativa desarrollada por el Juzgado de instancia, no ha quedado desvirtuada por las alegaciones en las que se sustenta el planteamiento del único motivo del Recurso de Apelación. (...) Las objeciones no gozan de la habilidad material necesaria para modificar la decisión.”

En relación con la mención que se hizo sobre la posibilidad de que la sentencia del Juzgado de instancia hubiera incurrido en el vicio de incongruencia, la Sala de la Audiencia, Ha stabilito che, según el Tribunal Constitucional (STC 231/2000, di 18 Settembre), se ha declarado reiteradamente por dicho Tribunal que el “vicio de incongruencia” se ha entendido como “desajuste entre el Fallo judicial y las pretensiones formuladas por las partes, concediendo más o menos o cosa distinta de lo pedido, sólo adquiere relevancia constitucional por entrañar una alteración del principio de contradicción constitutiva de una efectiva denegación del Derecho a la Tutela Judicial Efectiva cuando la desviación sea de tal naturaleza que suponga una sustancial modificación de los términos en que discurrió la controversia procesal.”

"(...) para que la incongruencia tenga relevancia constitucional de cara a entender lesionado el derecho a la Tutela Judicial Efectiva es indispensable que el desajuste entre lo resuelto por el Órgano Judicial y lo planteado en la Demanda o en el Recurso sea de tal entidad que pueda constatarse con claridad la existencia de indefensión, e, così, la incongruencia requiere que el pronunciamiento judicial recaiga sobre un tema que no esté incluido en las pretensiones procesales, de tal modo que se haya impedido a las partes la posibilidad de efectuar las alegaciones pertinentes en defensa de sus intereses relacionados con lo decidido.”

"(...) el juicio sobre la congruencia de la Resolución Judicial presupone la confrontación entre su Parte Dispositiva y el objeto del Proceso delimitado por referencia a sus elementos subjetivos (partes) y objetivos (causa de pedir y “richiesto”)."

"(...) la adecuación debe extenderse tanto al resultado que el litigante pretende obtener, como a los hechos que sustentan la pretensión y al fundamento jurídico que la nutre, sin que las Resoluciones Judiciales puedan modificar lacausa petendi”, alterando de oficio los motivos del Recurso formulado, pues se habrían dictado sin oportunidad de debate, ni de defensa, sobre las nuevas posiciones en que el Órgano Judicial sitúa elthema decidendi”."

“La jurisprudencia distingue entre:

  • Incongruencia Omisiva o “ex silentio”, que se producirá cuando el Órgano Judicial deja sin contestar alguna de las pretensiones sometidas a su consideración por las partes;
  • Incongruencia “extra petitum”, que se da cuando el pronunciamiento judicial recaiga sobre un tema que no esté incluido en las pretensiones procesales;
  • Incongruencia por error, que es aquélla en la que se dan al unísono las dos anteriores clases de Incongruencia.

(...) supuestos en los que, por el error de cualquier género sufrido por el Órgano Judicial, no se resuelve sobre la pretensión formulada en la Demanda o sobre el motivo del Recurso, sino que equivocadamente se razona sobre otra pretensión absolutamente ajena al debate procesal planteado, dejando al mismo tiempo aquélla sin respuesta.”

Per il Consiglio, la sentencia del Juzgado de instancia no incurrió en ninguno de los vicios de incongruencia definidos por la jurisprudencia, pues la resolución dictada no se apartó de los términos de litigio, ni dejó de resolver ninguna de las pretensiones, ni realizó ningún tipo de contradicción.

Per quanto riguarda il primera vertiente que alegó en el motivo del recurso de apelación el BANCO SANTANDER, S.A., la Sala entendió quela parte apelante, desplazó de forma incorrecta la carga de la prueba hacia la parte actora, y no demostró qué comisiones rechazó y no reconoció y por qué motivo.

Per il Consiglio, el Informe Pericial que presentó la otra parte, dejó acreditado que tenía derecho a percibir unas comisiones que no se realizaron. La parte apelante, nel frattempo, no emitió otro Informe Pericial que rebatiese el presentado por la parte demandante. Semplicemente, realizó una serie de alegaciones que, para la Sala, no fueron suficientes para demostrar las razones que hubieran justificado el rechazo de comisiones giradas por el agente y no reconocidas por el Banco. No ha sido suficiente afirmar que, al no haber logrado los objetivos pactados, no podían haberse generado las comisiones que reclamaban.

In definitiva, para la Sala, no se realizó una aplicación automática del articolo 261.4 LECivil, tal y como afirmó la parte apelante, en relación con la decisión adoptada en las Diligencias Preliminares en primera instancia, pues se admitió incluso el criterio de la parte demandada, ni tampoco se ha infringido lo dispuesto en el articolo 217 LECivil en relación con la carga de la prueba. No consideró posible escudarse en el desconocimiento (extravío o pérdida) de la documentación necesaria sobre la agencia debido a la fusión por absorción de Banesto por Banco Santander, S.A. Correspondía a la parte demandada desvirtuar el hecho alegado por la parte actora que fundamentaba su pretensión (inversión de la carga de la prueba), cuando venían corroborados por un Informe Pericial.

Per quanto riguarda segunda vertiente, la Sala ha entendido que es irrelevante a los efectos de lo que se dirimía. El Banco no acreditó que las comisiones abonadas eran las que se correspondían con las operaciones financieras realizadas por el agente. Tampoco explicó nunca los motivos por los cuales no ha reconocido comisiones giradas por el agente.

Pasando a la tercera vertiente, para la Sala resultó inadmisible porque el incumplimiento del contrato no fue objeto del proceso. Consideró correcta la aplicación al Banco del artículo 1124 CCivil, y de la Jurisprudencia que lo interpreta, al objeto de justificar la resolución del contrato a instancia del agente.

En cuanto a la resolución contractual (arte. 1124 CCivil), para la Sala, concurría la actitud del Banco como obstativa al cumplimiento del contrato. Destacó para ello, la missione STS 23 Maggio 2000, pues declaró que era reiterada doctrina jurisprudencial “como proclaman lasSentencias del Tribunal Supremo de 29 Febbraio 1.99816 Aprile 1.9918 Febbraio 1.993 e18 Novembre 1.994, il artículo 1.124 gliCodice civile ha de ser interpretado restrictivamente, exigiéndose un verdadero y propio incumplimiento de las obligaciones que le incumbieren, incumplimiento que ha de ser grave y que está sometido en su apreciación al libre arbitrio de los Tribunales de instancia, afirmando la Sentencia de 23 Gennaio 1.996, la nomina di 24 Ottobre 1.983 e 31 Dicembre 1.992, que la facultad resolutoria de los contratos requiere no sólo la concurrencia de una voluntad del infractor, obstativa al cumplimiento, o la aparición de un hecho que de manera definitiva lo impide frustrando el fin del contrato, sino que la vulneración de lo pactado resulte grave o esencial, sin que baste aducir el incumplimiento de prestaciones accesorias o complementarias que, por su entidad no decisiva, no impiden que el acreedor obtenga el resultado económico que lo movió a actuar.”

Entre varias sentencias del Tribunal Supremo, la Sala trajo a colación la STS nº 610/2.013, di 23 Octubre, pues declaró que: "(...) giurisprudenza (frasi 366/2008, di 19 Maggio, 35/2012, di 14 Febbraio, 162/2012, di 29 Marzo, tra i tanti) ha precisado últimamente que, para reconocerle fuerza resolutoria, el incumplimiento, además de no excusable, ha de ser esencial, ya porque la estricta observancia de la obligación forme parte de lo pactado en el contratoen reconocimiento de la potencialidad normativa creadora de los contratantes y la fuerza vinculante de lalex privatapor ellos creada -; ya porque el incumplimiento prive sustancialmente a la parte perjudicada de aquello que tenía derecho a esperar de acuerdo con el contrato, a menos que la otra parte no hubiera previsto ni podido prever razonablemente tal resultado; ya porque, siendo intencional el comportamiento del deudor, la parte perjudicada crea razonablemente que no puede confiar en un cumplimiento futuro. (…) Anche, incluso concurriendo un incumplimiento de entidad resolutoria, la jurisprudencia exige que quien ejercite la acción prevista en el artículo 1124 no merezca también el calificativo de incumplidor, salvo que ello sea como consecuencia del previo incumplimiento del otro contratante (frasi 940/1994, di 21 de octubre y de 7 Giugno 1.992, recurso número 749/92)."

Pasando a la cuarta vertiente, la Sala también dejó claro que estaba de acuerdo con lo dictado en este aspecto por el juzgado de instancia, pues el Informe Pericial presentado por la parte demandante fue lo suficientemente técnico, sin ser arbitrario ni descansando exclusivamente en un plan de negocio previsional, sino en datos contables tangibles. Anche, el BANCO SANTANDER, S.A., no desvirtuó tampoco en este sentido el Informe Pericial, simplemente lo criticó, y esto no era suficiente. Era necesario rebatirlo con una prueba sólida y técnica.

Ultimo, en cuanto a la quinta vertiente, la Camera considerata, de acuerdo con el Juzgado de instancia, que la acción no se encontraba prescrita. La Sala resaltó que “la prescripción tiene por finalidad la extinción de un derecho ante la razón objetiva de su no ejercicio por el titular, y a fin de evitar la inseguridad jurídica.” Destacó para ello, gli STS 26 Settembre 1994, pues el TS ha tratado “con criterio restrictivo la prescripción extintiva, por ser figura que no se asienta en una idea de justicia intrínseca y sí de limitación en el ejercicio de los derechos en aras del principio de seguridad jurídica, conectado a una cierta dejación o abandono de aquellos derechos por su titular.”

“En orden a la Interrupción de la Prescripción, el Tribunal Supremo ha declarado, en Sentencia de fecha 10 Luglio 1.999, que la Prescripción es la creadora de adquisición o extinción de derechos, y consiguientemente, cualquier requerimiento o acción ejercitada interrumpirá la misma, pero si la Ley ha querido señalar un plazo relativamente corto para un tipo especialísimo de acción, no debe de dilatarse con interrupciones que hagan impreciso los términos de la contratación o de la seguridad jurídica; habiendo declarado el Tribunal Supremo, en Sentencia de fecha 26 Settembre 1.997, que los casos de interrupción no pueden interpretarse en sentido extensivo, por la incertidumbre que llevaría consigo la exigencia y virtualidad del derecho mismo; y ello aunque la prescripción no se base en principios de justicia intrínseca y busque la seguridad jurídica.”

In questo caso particolare, la Sala expresó que «no solo no se advierte en la parte actora -hoy apelante- voluntad alguna de abandonar su derecho, ma, antiorario, se aprecia nítidamente su designio de conservarlo, mantenerlo y ejercitarlo en resarcimiento de la indemnización que reclama. Pero es que, anche, la acción de resarcimiento se ejercitó en plazo, tal y como se ha subrayado. Con ciò, la Corte Suprema (Civil Division, Sección 1ª), en Sentencia número 659/2.009 di 22 Ottobre, ha dichiarato che “La prescrizione, según ha reiterado la jurisprudencia, debe ser interpretada restrictivamente, al no estar basada en principios de estricta justicia, sino de seguridad jurídica y de presunción de abandono del ejercicio del derecho.

(...) El dies a quo [día inicial] para el ejercicio de la acción es aquel en que puede ejercitarse, según el principio actio nondum nata non praescribitur [la acción que todavía no ha nacido no puede prescribir]. Este principio exige, para que la prescripción comience a correr en su contra, que la parte que propone el ejercicio de la acción disponga de los elementos fácticos y jurídicos idóneos para fundar una situación de aptitud plena para litigar”.»

En el presente caso, la acción de resarcimiento de daños y perjuicios (indennizzo) fue ejercitada en tiempo hábil y no encontrándose perjudicada por el transcurso del tiempo sin inactividad.

Ultimo, su indemnización reclamada en concepto de daños y perjuicios, en su modalidad de daño emergente, la Sala discrepó respecto al Juzgado de instancia. La Sala ha considerado que no es indemnizable, pues a la parte demandante le incumbía la onere della prova, y no lo acreditó, pues fue insuficiente el Informe Pericial, al fundamentarse en criterios hipotéticos. La Sala consideró que se acogió el importe del resarcimiento con cierto automatismo que no resultaba admisible. No consideraba apropiado querer recuperar todo el importe de la inversión, pues la parte demandante venía obligada a asumir dicho gasto cuando suscribió el contrato con la entidad bancaria. "El hecho de que el incumplimiento fuera imputable al Banco no exonera al agente de acreditar el perjuicio que afirma irrogado y, por los motivos expuestos, entendemos que tales perjuicios no se han producido.”

Da recurso de apelación interpuesto por DIVISIÓN SERVICIOS FINANCIEROS, SL., basó su único motivo en la infracción por aplicación indebida del artículo 28 LCA, e l'errore nel valutare le prove per violazione dell'art 217 LECivil, en relación con la desestimación de la petición de indemnización por cliente.

Per la Corte Provinciale, «no se ha acreditado el presupuesto nuclear que exige el Tribunal Supremo para que opere la indemnización por clientela; vale a dire “la efectiva aportación de clientela y su potencial aprovechamiento por el empresario o por el concedente”.» La Sala se ratificó en lo establecido por el juzgado de instancia.

“No se acreditó que el agente demandante fuera a generar ventajas sustanciales (a presente y de futuro) al Banco, ni tampoco y finalmente, que existiera un pronóstico razonable o una probabilidad cualificada sobre dicha situación de aprovechamiento, siendo incluso posible que los clientes de la oficina (al menos algunos) fueran ya clientes de Banesto (entonces), y ahora de Banco Santander, después de la fusión, ante la ausencia de prueba fehaciente y bastante que demostrara que el volumen de contratación en el periodo de tiempo en el que el demandante intervino como agente de la entidad demandada fuera cualitativamente superior al existente antes de la apertura de la nueva oficina financiera. Anche, la parte demandante (...) pudo haber acreditado la parte actora en periodo probatorio cuántos clientes se correspondían con los contratos aportados, así como que ninguno de ellos eran antes clientes de Banesto o de Banco Santander, S.A.”

Conclusione

Desde el punto de vista de la jurisprudencia, il articolo 1124 CCivil ha de ser interpretado restrictivamente, exigiéndose un verdadero y propio incumplimiento de las obligaciones que incumbieran a la parte incumplidoraque ha de ser grave y que está sometido en su apreciación al libre arbitrio de los Tribunales de instancia.

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