Sulla restituzione derivante dalla nullità dei contratti con obblighi reciproci

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Qual è la portata della restituzione dei benefici quando viene dichiarata la nullità di un contratto con obblighi reciproci?

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Quando un contratto con vantaggi reciproci viene dichiarato nullo, le parti devono restituire quanto consegnato: Come stabilito all'articolo 1303 C.Civil:

Dichiarata la nullità di un obbligo, le parti contraenti devono restituire reciprocamente le cose che sarebbero state oggetto del contratto, con i suoi frutti, e il prezzo con gli interessi, ad eccezione di quanto previsto nei seguenti articoli.

Il problema sorge quando una parte di questi benefici non può essere ripristinata. Il codice civile prevede tali situazioni negli artt 1307 e 1308:

Articolo 1307

A condizione che la persona obbligata dalla dichiarazione di nullità a restituire la cosa non possa restituirla perché è andata perduta, deve restituire i frutti ricevuti e il valore che aveva quando la cosa era perduta, con interessi dalla stessa data.

Articolo 1308

Finché una delle parti contraenti non effettua la restituzione di quanto in virtù della dichiarazione di nullità è obbligata, L'altro non può essere costretto a fare la sua parte.

Tuttavia, tali situazioni spesso sollevano situazioni litigiose.

In questo post commentiamo brevemente la risoluzione di uno di questi conflitti da parte di Sezione civile della Corte suprema con sentenza del 11 Giugno 2020, con No Risoluzione 288/2020. Respinto il ricorso presentato da BBVA. Ha ritenuto che il risarcimento stabilito dalla Corte provinciale fosse adeguato e ragionevole. L'inquilino ha dovuto restituire la proprietà, mentre il locatore l'onere finanziario, in quanto la parte della quota corrispondente al capitale era pari al valore economico della disponibilità dell'immobile, capire se stesso lo compensava.

Antecedentes de hecho

Tra i servizi di marketing promozionale AMG, SL. (qui di seguito, AMG) e BBVA, sono stati firmati tre contratti. Il 15 Giugno 2007, ha firmato un contratto di locazione finanziaria su una proprietà (un capannone industriale), che includeva una clausola che conteneva a derivata implicita per il calcolo degli interessi. Il 29 Gennaio e 27 Aprile 2009, ha firmato due contratti di scambio.

AMG ha presentato domanda per un processo ordinario, richiedere la nullità del contratto di locazione finanziaria, oppure la clausola per errore, difetto di consenso e nullità dei due contratti di scambio finanziario, anche basata su errore, difetto di consenso, a causa delle informazioni carenti ricevute sui prodotti contrattati.

Primera Instancia

Il Tribunale di primo grado n 2 de Dos Hermanas ha emesso la sentenza 23 Settembre 2014. Domanda parzialmente stimata. Dichiarata la nullità dei contratti di swap finanziario a causa di un errore nel consenso, ma non la locazione finanziaria del capannone industriale. Condannato a rimborsare reciprocamente quanto ricevuto da entrambe le parti a causa dei due contratti dichiarati nulli con i loro interessi.

Riteneva che il contratto di locazione finanziaria non fosse nullo in quanto non si trattava di un prodotto finanziario complesso e la clausola che ne determinava gli interessi era chiara per un imprenditore con esperienza nella contrattualistica commerciale, come nel caso di AMG.

Corte Provinciale

AMG ha presentato ricorso.

La 6a Sezione del Tribunale provinciale di Siviglia ha emesso una sentenza in merito 20 Ottobre 2016, stimare l'appello.

Dichiarata la nullità del contratto di locazione finanziaria del fabbricato industriale, con restituzione e restituzione reciproca di quanto ricevuto. Ha ritenuto che vi fosse un errore sostanziale riguardo ai rischi derivanti dalla risoluzione anticipata del contratto, viziando la stessa nullità.

Concordato "La restituzione e il rimborso che il locatore deve effettuare a favore del conduttore è riferito alla parte finanziaria dei pagamenti periodici dell'affitto (…), sin afectar a la renta en sí misma pactada o recuperación del coste”.

Suprema Corte

BBVA interpuso recurso de casación.

Solo se admitió el cuarto motivo, que expresaba que existió “infracción de los arts. 1307 e 1308 CC, en conexión con los arts. 1303 e 1547 CC, así como de la jurisprudencia sobre los efectos restitutorios derivados de la nulidad de contratos con obligaciones recíprocas de ejecución continuada. Improcedencia de la condena a devolver laparte financierade la cuota como consecuencia de la nulidad del leasing”.

La Camera Civile della Corte Suprema ha respinto il ricorso.

Da concepto de “arrendamiento financiero, di leasing", gli Disposición Adicional 3ª de la Ley 10/2014, di 26 Giugno, de ordenación, supervisión y solvencia de entidades de crédito, riflette che “Tendrán la consideración de operaciones de arrendamiento financiero aquellos contratos que tengan por objeto exclusivo la cesión del uso de bienes muebles o inmuebles, adquiridos para dicha finalidad según las especificaciones del futuro usuario, a cambio de una contraprestación consistente en el abono periódico de cuotas. Los bienes objeto de cesión habrán de quedar afectados por el usuario únicamente a sus explotaciones agrícolas, pesqueras, industriales, comerciales, artesanales, de servicios o profesionales. El contrato de arrendamiento financiero incluirá necesariamente una opción de compra, a su término, en favor del usuario”.

Per la sua parte, il comma 3 Voce 106 Agire 27/1994, del Impuesto de Sociedades, Stati “Las cuotas de arrendamiento financiero deberán aparecer expresadas en los respectivos contratos diferenciando la parte que corresponda a la recuperación del coste del bien por la entidad arrendadora, excluido el valor de la opción de compra y la carga financiera exigida por ella, todo ello sin perjuicio de la aplicación del gravamen indirecto que corresponda”.

La Sala llegó a la conclusión de que, en el caso de este tipo de contratos, si la declaración de nulidad del mismo se realizaba después de que el contrato estuviera vigente durante varios años, en la restitución de prestaciones no se podía obviar que el arrendatario dispuso del bien durante ese tiempo, no pudiéndose deshacer, sino compensar.

Ha concluso che, come al arte. 1303 CCivil debía restablecer recíprocamente las prestaciones percibidas, con sus frutos e intereses y, en caso de imposibilidad de devolver la cosa o el objeto contratado. Trajo a colación el arte. 1307 CCivil, debiendo restituirse los frutos percibidos y el valor que tenía la cosa cuando se perdió, con los intereses desde esa fecha.

In definitiva, al haber dispuesto AMG durante varios años del bien inmueble, y eso no podía deshacerse con la declaración de nulidad del contrato, se tenía que compensar, tal y como se ha establecido en el art. 1303 CCivil.

"(...) no se contradice la normativa que se dice vulnerada (Arti. 1307 e 1308 CCivil). (...) respecto del arte. 1307 CCivil, porque es posible la restitución de prestaciones, en concreto del bien inmueble objeto del leasing, sin perjuicio de que deba tenerse en cuenta la necesidad de compensar la disponibilidad del bien durante el tiempo en que ha estado en poder del arrendatario financiero, con las cuotas abonadas salvo la parte correspondiente a la carga financiera, lo que limita la obligación de devolución del arrendador a esta carga financiera.

E (...) respecto del arte. 1308 CCivil, perché (...) presupone el incumplimiento de una de las partes de la obligación de restituir, lo que es ajeno a este momento del enjuiciamiento y afecta propiamente a la ejecución de la restitución de prestaciones acordada.”

Conclusione

Cuando un contrato de arrendamiento financiero de un bien inmueble es declarado nulo, la arrendataria financiera debe restituir el bien inmueble; y el arrendador financiero, en vez de restituir la totalidad de las cuotas percibidas, tan sólo debe devolver la carga financiera, pues el resto equivale al valor económico de la disponibilidad del inmueble, y se entiende compensado por ello. Es posible pues, la restitución de prestaciones según el arte. 1307 CCivil, en concreto del bien inmueble objeto de leasing, aunque ha de tenerse en cuenta la necesidad de compensar la disponibilidad del bien durante el tiempo que ha estado en vigor el contrato.

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