Assicurazione sulla vita e l'ambiguità nei questionari di salute

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Non v'è alcun nascondiglio dei dati da parte del contraente di un'assicurazione sulla vita quando il questionario di salute è ambiguo o eccessivamente generici

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L'assicurato ha il dovere di rispondere a quanto richiesto dalla compagnia di assicurazione attraverso il questionario. L'assicuratore deve sopportare le conseguenze della presentazione incompleta o questionari carenti.

Sezione 3 della Corte provinciale di Merida, causa 24 Settembre 2019 (Res. No. 164/2019)  Ha risolto a favore degli assicurati in un caso di assicurazione sulla vita e la disabilità.  Quando l'assicurato ha firmato il questionario della politica e della salute riempita, subirebbe una biopsia. Il questionario chiedeva nulla di specificamente per rispettare. Tempo dopo l'intervento ha portato ad una grave patologia che ha portato alla dichiarazione di fallimento della tomadora. L'assicuratore ha rifiutato di pagare i danni liquidati relativo frode e / o colpa grave dall'assicurato al momento della firma del questionario. La Corte ha concluso che non ci può essere dolo o colpa grave da polizza di assicurazione, quando il questionario è presentato è difettoso, non permette l'assicurato conosce l'importanza di dichiarare tutte le circostanze che possono influenzare la dichiarazione rischio.

Antecedentes de hecho

Il 6 Giugno 2011 Signorina.. Firenze ha firmato una politica seguro de vida l'assicuratore RURALVIDA S.A., ASSICURAZIONE E LA RIASSICURAZIONE. La politica coperto anche con la morte, il rischio di incapacidad permanente absoluta l'assicurato.

Il capitale garantito nella politica era 135.000 euro.

Signorina.. Firenze al tempo ha firmato la politica sapeva che sono state successivamente sottoposte a biopsia,. Concludendo che era affetto da cancro al seno, infine, è stato dichiarato inabile.

L'assicuratore ha rifiutato di pagare la compensazione prevista per il rischio assicurato di disabilità.

Signorina.. Firenze ha proposto un ricorso chiedendo la condanna l'assicuratore di pagare l'indennizzo concordato.

Primera Instancia

Il 15 Gennaio 2019 il Tribunale di primo grado n. 2 Almendralejo ha pronunciato una sentenza che respinge del tutto la domanda. Sulla base della documentazione medica a condizione che "anche se l'attore non era stato diagnosticato un cancro al seno al momento della firma del contratto di assicurazione, se lo sapesse ... che sarebbe stato sottoposto ad intervento chirurgico per una biopsia, test invasivo ... grande, cui sono stati nascosti da parte dell'assicuratore chiaramente in violazione del dovere di informazioni veritiere richiesto dall'art 10 della legge sul contratto d'assicurazione ".

Corte Provinciale seguro de vida

giudizio grado contro l'attore ha presentato ricorso, alegando error en la valoración de la prueba a la hora de determinar si hubo o no infracción del deber de información por parte de la asegurada: non  c'era dolo o colpa grave dell'assicurato al momento di risposta questionario di salute.

Il ricorrente ha sostenuto che il questionario è stato generico e incompleto. Anche, che la risposta a questa Egli non ha nascosto nessuna malattia o test medico.

Nel questionario ha chiesto di eseguire un intervento chirurgico, ma in realtà la biopsia non poteva essere considerato come tale.

Añadió la recurrente que el director de la sucursal bancaria declaró que después de firmarse la póliza supo que había sido diagnosticada de cáncer. Ma l'assicurazione Lui non ha esercitato la facoltà di risolvere il contratto ai sensi dell'articolo. 10 LCS.

L'imputato assicuratore obiettò. Egli ha affermato che, in ogni caso è stato escluso la copertura dei rischi dalla clausola 3.3. delle condizioni generali del contratto. Questa disposizione esclude dall'assicurazione infortuni o malattie origine prima dell'entrata in vigore di assicurazione. E questo anche se le sue conseguenze si manifesteranno nel corso della durata dello stesso.

Il 24 Settembre 2019 Sezione 3 della Corte provinciale emesso la sua sentenza Merida, domanda di stima. Lo scopo del dibattito è stato il compimento, o no, dall'assicurato, della "dichiarazione dovere delle circostanze che potrebbero avere un'influenza sulla determinazione o la valutazione del rischio coperto (10 LCS), in particolare ... la dichiarazione sul suo stato di salute".

La Corte ha citato la sentenza della stessa sezione e la data 6 Marzo 2019 riferendosi a sua volta alla frase 6 Luglio 2016. Tali dichiarazioni che riassumono la la dottrina sul dovere della dichiarazione della polizza di assicurazione, affinché: "Articolo 10 Agire 50/1980, di 8 Ottobre, del contratto di assicurazione prevede che l'assicurato assicurazione è tenuto a dichiarare ... e secondo il questionario che viene inviato ad esso, tutte le circostanze note che possono influenzare la valutazione del rischio, con la sanción de que el asegurador quedaría liberado de realizar su prestación en caso de apreciarse dolo o culpa grave por parte del asegurado.

(...) Es por ello deber del asegurado facilitar la más veraz y exacta declaración del riesgo…Para observar este deber de declaración del riesgo, la compañía…está a su vez obligada a proporcionar un cuestionario por medio del cual el asegurado se manifiesta. Así el propio artículo 10 dispone que el asegurado queda exonerado de tal deber si la compañía no le somete el cuestionario o cuando, aun sometiéndoselo, se trate de circunstancias que puedan influir en la valoración del riesgo y que no estén comprendidas en él. La declaración o respuesta falseada del asegurado al cuestionario entraña una doble consecuencia: primero, se reconoce a la compañía la facultad de rescindir el contrato… y, secondo, en el caso de que el siniestro se produzca antes de conocer la falsedad, la compañía queda exonerada de su obligación indemnizatoria siempre y cuando concurra dolo o culpa grave.

(...) Se ha insistido por la jurisprudencia que la violación del deber de declaración ha de valorar con criterios objetivos…determinar si esa conducta frustra la finalidad del contrato para la compañía al proporcionarle datos inexactos o manifestar una actitud de reserva mental que le viene a desorientar e impulsar a celebrar un contrato que no hubiera concertado de haber conocido las circunstancias reales del riesgo.

(...) se ha abandonado la idea de que el contratante del seguro debe tomar la iniciativa en ésta declaración…más que un deber de declaración, un deber de contestación o de respuesta del tomador de lo que se le pregunta por el asegurador…

(...) basta recordar la sentencia del Tribunal Supremo 157/2016, di 16 Marzo. En ella se recuerda que Articolo 10 exige al asegurador formular realmente al asegurado las preguntas. No basta con que extienda su firma al final del cuestionario: hace falta que se le pregunte.

(...)  si el asegurador no hace las oportunas preguntas al tomador de seguro, éste se encuentra liberado de las consecuencias de ese deber".

Recordó la Audiencia la Sentencia del Tribunal Supremo nº 323/2018, di 30 Maggio, Con tale: "la sala debe examinar si…las preguntas que se le hicieron (al tomador) le permitieron ser consciente de que, non menzionando loro patologie, estaba ocultando datos relevantes para la exacta valoración del riesgo".

Anche, citó la Audiencia la sentencia del Tribunal Supremo 81/2019, di 7 Febbraio, sobre un caso de epilepsia. En esta se señalaba que, “que el tomador tuviera conocimiento de sus episodios de epilepsia y no informara de ello al contratar el seguro, es un dato fáctico del que no resulta reticencia alguna, pues no quedó acreditado que se hicieran al tomador preguntas ni, pertanto, le es imputable a él la falta de mención de sus episodios”.

El deber de declaración del riesgo es un deber de respuesta a lo que el asegurador pregunta al tomador al tenor del cuestionario de salud.

La Audiencia no compartía la conclusión de la sentencia de instanciasino que consideró que debía la aseguradora asumir las consecuencias de la presentación de un cuestionario genérico e impreciso y evidentemente, incompleto.

En el cuestionario objeto de Litis, se le preguntaba a la asegurada si en los últimos años había visitado algún médico. La asegurada respondió afirmativamente, haciendo referencia a “revisiones normales". A las preguntas sobre si padecía alguna enfermedad, defecto físico o psíquico o, si había sido intervenida quirúrgicamente o estaba pendiente, respondió negativamente.

Cuando se firmó el cuestionario, la asegurada estaba siendo sometida, desde tiempo atrás a un control clínico y mamográfico y estaba pendiente de una mamografía. Este control clínico era el que sirvió de base a la manifestación de que estaba siendo objeto de revisiones normales.

El hecho de que no se hicieran constar en el cuestionario tales circunstancias no implicaban necesariamente que la asegurada actuara con dolo o culpa grave.

En cuanto a la consideración de la biopsia como intervención quirúrgica, determinó la Audiencia que “con independencia de cómo se conceptúe desde el punto de vista médico…difícilmente puede entenderse como intervención quirúrgica en la acepción o concepto que tiene una persona sin especiales conocimientos en medicina”.

Concluyó la Audiencia que, la aseguradora debió emplear la diligencia debida para preguntar en el cuestionario por otras enfermedades concretas, como el cáncer.

Infine, aludió la Audiencia a la sentencia del Tribunal Supremo nº 621/2018, di 8 Novembre. In questo, se descartó la existencia de ocultación de datos de los tomadores en casos de cuestionarios demasiado ambiguos o genéricos.

No apreció la Audiencia ni dolo, ni culpa grave o falta de diligencia inexcusable en la aseguradora al contestar al cuestionario de salud. Pertanto, debía la aseguradora asumir las consecuencias de la presentación de un cuestionario impreciso y por tanto, inadecuado para valorar el riesgo.

Infine, sobre la cláusula introducida en las condiciones generales de la póliza, la Audiencia señaló que no era una cláusula delimitadora del riesgo, sino limitativa de derechos. Y ello porque se estaba limitando el derecho del asegurado a percibir el capital en caso de enfermedades originadas con anterioridad a la entrada en vigor de la póliza, incluso aunque se manifestaran después.

Così, dicha cláusula limitativa no estaba firmada por la asegurada. Firma que ni siquiera constaba en el documento que contenía las condiciones particulares de la póliza.

Resultaba que, pese que estaba en letra “negrita”, vale a dire, resaltada en el texto, la cláusula limitativa lo era con un número muy extenso de exclusiones de riesgo. Por lo que no cabía entenderla como especialmente destacada del resto de cláusulas del contrato, en el sentido que exigía el art. 3 CHA.

Pertanto, la Audiencia estimó el recurso de apelación formulado por la demandante. Condenó a la aseguradora al abono de la indemnización en la cantidad de 135.000 euros más el interés previsto en el art. 20 LCS.

Conclusione

No hay dolo o culpa grave en el tomador de un seguro de vida al contestar a las preguntas del cuestionario de salud si éste es ambiguo, genérico o incompleto. En ese caso la aseguradora debe pechar con las consecuencias.

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